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Sunday, 27 February 2011

Gloucester



Due delle strade principali di Bristol sono Whiteladies Road e Gloucester Road.

Whiteladies Road, la strada delle bianche signore, vivace di giorno ma ancor piu' di sera ricca com'e' di clubs e pubs, separa (o forse dovrei dire unisce) due zone residenziali molto ambite, Clifton e Redland, caratterizzate da deliziose case vittoriane e georgiane, da costose scuole private e da allettanti vetrine di ottime delicatessen. Il nome della strada pare risalga all'800 e derivi dal nome di un pub, il Whiteladies Inn; una spiegazione talmente appagante lo stereotipo da farla apparire costruita ad arte!

Gloucester Road, strada piu' popolare e con una genuinita' senza filtro, e' densa di negozietti di ogni sorta, dal charity shop al take away, dal fiorista al riparatore di pc, pur ospitando anche lei pubs e ristoranti. Per Gloucester road, supporne l'origine del nome, e' piu' immediato e meno dubbio: e' la strada che porta a Gloucester.

Visto che ho gia' citato Gloucester 6 volte con questa (includendo il titolo) una domanda sulla pronuncia ci sta tutta: come l'avete letto? Gloster vero? Ah ecco, bravi, mica sarete come me che, appena arrivato, pensavo non senza una certa soddisfazione per aver riconosciuto il dittongo ou "di house", che si pronunciasse Glaucester quando invece ero semplicemente cascato nel primo di tanti ostacoli linguistici...

Ieri, per puro caso, cercando tutt'altro, ho scoperto che Gloucester Road e' anche un gruppo funk/rock di Bristol dalla musicalita' piacevole e "catchy".


Particolare curioso per un italiano emigrato a Bristol e' che al loro album di esordio "You are not mine" ha contribuito anche una ragazza italiana. Un po' di ricerca on line mi ha portato a due suoi brani che risuonano di rilassate atmosfere nordiche.

Bristol anche terra di musicisti in fuga?

Sunday, 17 October 2010

Leaving/living



Dopo piu' di quattro anni di Inghilterra considero il mio inglese ancora a livelli da turista: spesso mi tocca ripetere la frase per farmi capire, spesso mi tocca farmi ripetere la frase per capire. This is really annoying!

Non mi tiro indietro, parte della colpa e' del sottoscritto: troppi colleghi e amici italiani, troppa politica italiana in streaming - d'altra parte e' talmente (gattopardescamente) dinamica che se perdi una puntata non capisci piu' niente - troppi dvd italiani, troppo Ruggito del Coniglio, troppo Skype con gli amici italiani emigrati.

Ma parte e' colpa dell'Inghilterra, nel senso di terra di attrazione per altri italiani: italiana (di origine pugliese) e' la ragazza che mi taglia i capelli, italiana (napoletana emigrata a Buenos Aires) era la maestra del workshop di tango di un paio di settimane fa, italiano il cameriere del ristorante della Tate, italiano (di origine siciliana) l'istruttore di golf. Insomma in questo contesto come si fa a migliorare?

Per questo motivo, quando qualche settimana fa ho conosciuto una ragazza inglese che parlava un po' di italiano le ho proposto subito un language swap. Ci siamo incontrati una volta ed e' stata una chiaccherata interessante. Tra le cose venute fuori, la sottile differenza di pronuncia tra living (prima i secca e corta) e leaving (ea come una i dal suono prolungato). Che a pensarci, e' anche abbastanza ovvio, quasi come sheet/shit, sheep/ship. A pensarci.

Parlando e' pero' venuto fuori che questa ragazza, causa eccessivo costo della vita se ne torna a vivere con i suoi (sounds familiar?) per cui a fine Ottobre se ne andra' via da Bristol.

Ecco appunto... in questo contesto come si fa a migliorare?

Tuesday, 8 December 2009

Mulled




Oggi, mentre in Italia era festa, noi, al lavoro, ci siamo presi una mezza festa.

Ogni anno infatti viene organizzato un pranzo di Natale e quest'anno e' capitato proprio l'otto dicembre.

Voi penserete che il pranzo di Natale in UK si faccia al pub, mangiando rigorosamente tacchino e pudding, ed in effetti e' cosi'. Pero' noi quest'anno abbiamo optato, non senza pagare la pena di una scissione di alcuni ortodossi, per una cucina (relativamente) piu' esotica: ristorante francese, con menu fatto da molte miniporzioni "petits plats", o per gli inglesi piu' semplicemente "french tapas".

Siccome siamo pur sempre in UK, dove tutto cerca di essere pianificato, ci hanno chiesto di scegliere in anticipo il drink che avremmo ordinato appena arrivati. Sapendo quanto loro ci tengano a bere, mi sono sacrificato ed ho scelto una coca cosi' da potermi offrire di guidare (il primo anno erano un po' scioccati che guidassi dopo aver bevuto una (1!) birra).

Come bevanda, tra le varie possibilita' alcoliche c'era anche il mulled wine ovvero il vin brule'.

La collega inglese che a pranzo mi era seduta di fronte, mi ha spiegato che mulled, che io pronunciavo mülled, piu' o meno come lo yogurt , invece si pronuncia qualcosa tipo "mold" con quella specie di o/a.

Per essere precisi il verbo to mull [mΛl] vuol dire scaldare ed aromatizzare con zucchero e spezie. Insomma mulled, se non fosse per il wine, potremmo vivere benissimo senza saperla pronunciare!

Tuesday, 17 November 2009

Queue/2




Di coda avevamo gia' parlato proprio agli inizi di questo blog. D'altra parte cosa c'e' di piu' britannico di una bella ordinata pacifica fila di persone che sotto la pioggia, e magari senza ombrello, aspettano il bus?

Giusto qualche giorno fa ho scoperto che in italiano la parola "coda", nel senso appunto di persone che stanno in fila, e' un calco semantico dal francese "queue". Insomma per noi italiani, la coda fino ad un certo punto e' stata solo quella degli animali; poi le abbiamo attribuito anche il secondo significato, copiandolo dal francese, ma mantenendo la parola italiana coda.

Mi viene da pensare che invece gli inglesi si siano presi dal francese non solo il significato ma anche la parola, infatti e' proprio la stessa ma pronunciata [kju] in inglese e [kø] in francese, mentre per la coda dell'animale hanno mantenuto tail.

Per chi volesse addentrarsi nell'argomento dei calchi semantici e sintattici, dei prestiti e degli adattmenti, per chi volesse capire perche' l'inglese abbia tante parole sia germaniche che latine, suggerisco due interessantissime puntate dell'ottima trasmissione di Radio3 Castelli in Aria.

Quanto è snaturato l'italiano dall'inglese

Imparare le lingue

Il dibattito e' aperto :)

Saturday, 14 November 2009

Yorkshire accent




Con riferimento al post precedente, un estratto da film Kes.



Per la cronaca, ho trovato difficolta' anche con i sottotitoli in inglese.

Thanks God, sono finito nel sud dell'Inghilterra ;)

Thursday, 20 August 2009

T




Come e' noto, uno degli orgogli nazionali inglesi e' la Royal Mail.

Credo che molto del successo e dell'efficienza del servizio sia dovuta al particolare sistema di codici postali: mentre in Italia infatti specifica solo la citta', qui arriva ad indicare anche la strada.

Ora il caso ha voluto che nel mio codice postale (post code) ci sia una T, e che tutte le volte che la pronuncio loro capiscono D. Questo potrebbe non essere un gran problema se non fosse che in Inghilterra il post code te lo chiedono praticamente in mille occasioni, per cui per farmi capire devo rifugiarmi nell'alfabeto NATO (tra l'altro T like Tango perche' la vita e' un cerchio :)

Nei giorni scorsi e' venuta a trovarmi una cara amica inglese, arrivata dall'Italia, dove lavora e vive da neosposa e neomamma, per le ferie.

Le ho detto per telefono il mio post code per metterlo nel navigatore (e gia' che ci siamo specifichiamo si chiama satnav) ed anche lei ha capito D.

Allora non mi sono fatto scappare l'occasione e le ho sottoposto la questione. Mi ha spiegato che la T va pronunciata un po' lunga, come in "tea time", mentre la D e' secca, decisa.

Alla prima occasione sperimento e poi vi faccio sapere!

Wednesday, 12 August 2009

Length




Non so se vi sia mai capitato di occuparvi di programmazione, non nel senso di planning ma proprio di scrittura di un programma al calcolatore.

Al sottoscritto capita spesso e capita spesso di dover calcolare la lunghezza di un vettore, diciamo X.

E tutte le volte, da innumerevoli anni, con caparbia costanza e scarsa memoria, scrivo lenght(X) perche' ricordo che nella parola c'e' un'acca e, probabilmente pensando a lunghezza, metto l'h dopo la g. E tutte le volte il programma mi segnala un errore, io scambio la t con la h e si va avanti.

Adesso basta. Dopo 3 anni in UK bisogna abituarsi alla g dura anche quando non te la aspetti, come in longitudine ad esempio, che diventa "longhitud", od il gelato Magnum che diventa "Maghnum".

Ovviamente, poiche' certezze ce ne sono poche, la g puo' essere anche dolce, come in voyager, oppure puo' richiedere una h per farla diventare dura come in straight-forward o flight.

Ed allora mi arrendo alla regola che non ci sono regole o che ce ne sono troppe, a seconda che 'sta g sia seguita/preceduta da questo o da quello, il che per me alla fine e' lo stesso!

Friday, 6 March 2009

Test




Ieri, all'ora di pranzo, incontro in corridoio un collega australiano, vede che ho in mano un pacchetto di patatine e mi dice a mo' di battuta: "big hit?".

Io prima lo guardo perplesso (che c'entra to hit con le mie patatine?) poi sorrido come se avessi capito la battuta e continuo la conversazione come se niente fosse, parlando d'altro. Solo qualche minuto dopo, aprendo il pacchetto, noto la scritta che vi e' sopra per reclamizzare la nuova, piu' grande, confezione: "big eat".

Tutto questo per dirvi: oggi, compito a sorpresa! ;)

Ricordate il vecchio Lissen and Repeat? Qui e' solo repeat, magari ad alta voce che viene meglio.

Enjoy!

- I scream / Ice cream
- I see / Icy
- And / End
- Handy / Andy
- Earth / Heart (pure anagramma, per chi si dilettasse con queste cose)
- Deer / Dear
- Heart attack / Art attack (per i piu' piccini?)
- Words / Worlds (4, dicasi 4, consonanti consecutive!)
- I can / I can't (un evergreen)

e il gran finale per superare l'esame

- It / Eat / Heat / Hit

See you / Sioux ;)

Thursday, 22 January 2009

Bored/1




Primavera scorsa. Parcheggio di un centro commerciale. Due amici chiaccherano del piu' e del meno mentre camminano verso l'ingresso. Lei e' inglese ma lavora in Italia e parla l'italiano. Lui e' italiano ma lavora in Inghilterra e crede di saper parlare l'inglese. La ragazza sbadiglia.

- "Bored? " (pronunciando "bored") chiede lui.
- "Just a bit tired." Una pausa e poi un po' con sguardo divertito di finto rimprovero: "Ma ancora bored dici? Si dice bord!
- "Come il board di una azienda? Come 'on board'?"
- Si, non si pronuncia quella e!

Ad oggi, il ragazzo continua ad avere la tendenza a dire "bored", arrendendosi alla familiare alternanza consonante-vocale-consonante. Pensa sia una causa genetica, anzi he's sured.

Saturday, 13 December 2008

Scissors/See-saw




- Cosa hai trovato dentro il tuo cracker? chiede la collega inglese a quella italiana
- Scissors (forbici) risponde lei, ma quasi sillabandola in due tronconi e senza accentuarne la prima parte.
- See-saw (altalena)? Chiede con sorriso divertito l'inglese....

Questo giusto per rassicurare che anche noi che viviamo in UK di problemi con la pronuncia ne abbiamo parecchi...

Sunday, 2 November 2008

Suspense




Ieri sera con una serie di passaggi totalmente casuali come puo' solo capitare in rete, partendo da alcune interviste di Severgnini sulle elezioni americane, sono passato ad un filmato di Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere, che commentava un'intervista di Umberto Eco rilasciata ad una trasmissione della televisione svizzera.

Per curiosita' ho guardato il filmato. Visione consigliata a tutti. Dico solo che io me lo sono visto due volte! Unico effetto collaterale quello di sentirsi di un'ignoranza sconfinata, abissale e probabilmente incolmabile. Tuttavia per provare a rimediare, ho gia' allungato la Xmas wish list, d'ora in poi per brevita' XWL, con altri due libri: Sei passeggiate nei boschi narrativi e Diario Minimo - quello per intenderci dove c'e' il tanto citato saggio "Fenomenologia di Mike Bongiorno".

Ed in tutto questo l'inglese che c'entra direte voi...c'entra perche' Eco fa notare, en passant, che la corretta pronuncia della parola suspense non e' "suspans" come di solito si pronuncia in Italia, mica e' una parola francese, bensi'....anzi non lo dico, cosi' magari vi viene voglia di dare un'occhiata al filmato ;)

Wednesday, 29 October 2008

Luckily/Likely




Quando a scuola iniziammo a studiare lingua straniera (nel mio caso francese), mi colpi' molto il fatto che la pronuncia potesse seguire regole diverse dall'italiano. Non riuscivo proprio ad immaginare qualcosa di diverso dal "si pronuncia come si scrive" e concludevo, parafrasando il mio fumetto preferito, "Il sont fous ces français..." ;)

Di stare un po' piu' attento all'ortografia quando ho a che fare con le lingue straniere, me ne sarei dovuto ricordare qualche giorno fa quando in un documento ho scritto "luckly" invece di "likely". Ricordavo la pronuncia, qualcosa tipo "lakeli", la mia mente ha fatto l'associazione "a si scrive u", e via...documento pronto per la firma.

Per tranquillizzarvi, vi diro' che l'errore e' stato subito intercettato :) Quando pero' ho spiegato che la mia confusione nasceva dal fatto che le due parole si pronunciassero praticamente allo stesso modo, il mio collega mi ha guardato stupito, come se invece di luckily/likely le due parole fossero, chesso', house/good. Per lui la pronuncia e' veramente diversa.

In effetti facendo attenzione la differenza c'e':

LUCKILY si pronuncia LΛCKLI
LIKELY si pronuncia LAIKLI

Per un ripasso di pronuncia, rimando ad un impeccabile servizio offerto dalla BBC; entry page: vocale Λ.