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Saturday, 4 August 2012


And the winner is...

Dopo solo una settimana dall'inizio dei Giochi, sono lieto di condividere con voi chi sarà, anzi chi già è, la Nazione vincitrice di queste Olimpiadi.

Ladies and Gentlemen, the winner is: 中國 o, come ci piace scrivere a noi, la Cina. Senza possibilità di errore o controprova.

Come lo so? Basta andare in un qualsiasi shop olimpico: stickers made in China, magliette made in China, tazze made in China, matite, borsoni, asciugamani, pupazzetti, portachiavi, marsupi, spillette, ombrelli, macchinine; tutto rigorosamente, esclusivamente, made in China.

Poi forse, come ciliegina sulla torta, la Cina sarà anche la prima Nazione nel medagliere. Ma l'Olimpiade vera, quella del denaro, il vero driver di tutto, è già stata ampiamente vinta a tavolino.

Perché, con buona pace per Pierre de Frédy, Baron de Coubertin, di cui tra l'altro il prossimo anno cade il 150° della nascita - buono a sapersi per lucrare un po' sull'anniversario - lo spirito olimpico ormai è uno spirito economico.

PS: disicanto e rigetto consumistico post visita, con relativo immancabile bulimico acquisto di oggettistica varia, di uno dei tanti shop olimpici...

Wednesday, 30 May 2012


Weekend

"E in questo sabato qualunque un sabato italiano..." cantava Sergio Caputo alla fine degli anni '80.

Beh, lo scorso sabato e più in generale lo scorso fine settimana per me è stato molto molto italiano ma per nulla qualunque, un fine settimana che aspettavo da molto tempo a dirla tutta.

Londra ed un inaspettato sole estivo hanno fatto il resto.

Venerdì sera incontro con Marco Travaglio e Antonio Padellaro dal titolo Fatti non quotidiani: da Berlusconi all’Europa di Monti, fuggire o tornare? Per chi non avesse voglia o tempo di guardarsi il link, fondamentalmente la risposta di Padellaro è stata che no, non è proprio il momento di tornare perché le opportunità lavorative in Italia non sono migliorate; mentre Travaglio ha sottolineato che se si è interessati ad entrare in politica, questo è il momento di tornare, perché il crollo dei partiti lascia aperte praterie sconfinate.

Sabato sera concerto di Daniele Silvestri. Onestamente eccellente. Forse perché era la fine del tour, o perché invece delle platee oceaniche che consentono gli stadi eravamo poche centinaia di persone in un locale chiuso, Silvestri, come direbbero i bravi giornalisti, si è speso con generosità, in un concerto senza scaletta in cui ha eseguito le canzoni che gli venivano richieste (o meglio urlate) da noi pubblico. Ovviamente non ho potuto non unirmi al coro di Questo paese e a quel lucido bellissimo poema di Gaber che è Io non mi sento Italiano...ma per fortuna lo sono.

Un denso fine settimana insomma, arricchito dalla compagnia di amici, inframezzato da piacevoli pennichelle ad Hyde Park, pedalate notturne in Barclaysicletta, assaggini vari al Borough Market, una foto alla placca del binario 9¾, una capatina alla Tate Modern, ed anche, on peut pas tout avoir malheureusement, inaspettati incontri mancati.

E questo era solo l'antipasto: è alle porte il fine settimana dell'anno, il (very) long Bank Holiday che celebra i 60 anni di regno della Regina. E noi, a differenza di molti inglesi che approfittano per andarsene in qualche spiaggia del mediterraneo, da bravi turisti ci saremo.

Turisti sì, perché tante volte vivere all'estero è dura ma altrettante sembra davvero di vivere in vacanza!

Wednesday, 5 May 2010

Wing




Se penso ad una wing, la prima cosa che mi viene in mente e' una aircraft wing.

Eventualmente, soprattutto se ho fame e sono vicino ad un fast food, una chicken wing; volessi fare lo spocchioso potrei al limite pensare alla Sainsbury wing della National Gallery.

Ma alla fine sempre e comunque qualcosa da tradurre con ala, anche se con significati diversi.

La scorsa settimana ho avuto l'occasione di andare qualche giorno a Tolosa per un training.

Tralasciando i dettagli sulla piacevolezza di passeggiare in centro verso le dieci di sera con l'abbigliamento concesso dai generosi 22 gradi del sud Europa e rimuovendo il rimpianto per non aver avuto l'occasione di mangiare un buon magret de canard o almeno una raclette, vi porto subito alla fine del viaggio.

Per problemi di orario sono dovuto atterrare a Gatwick per poi quindi prendere una macchina a noleggio. Per evitare indebiti reclami, prima di partire ho controllato la situazione della carrozzeria, graffi et similia. Ce n'era uno sul paraurti posteriore, per cui sono andato a farlo notare all'addetto.

Siccome non sono un grande esperto di noleggi auto non sapevo che sul retro del biglietto che danno come ricevuta sono gia' elencati i danni che ha la macchina, cosa che mi e' stata fatta notare con l'infastidita rassegnazione di chi deve averlo ripetuto un numero troppo elevato di volte.

In effetti c'era un "rear bumper medium scratch" ma la cosa interessante e' che c'era anche un "wing small scracth".

Wing? Quale wing? Senza rassegnazione ma solo infastiditi, mi hanno spiegato che e' la parte di carrozzeria sopra la ruota (parafango in italiano?).

Il vocabolario specifica che e' un termine prettamente britannico. Si vede che le macchine americane non hannno le ali :D

Sunday, 10 January 2010

Walking distance




Una delle peculiarita' britanniche di cui non abbiamo ancora parlato e' il concetto della walking distance.

Ovviamente la prima necessita' da risolvere appena arrivato in UK e' stata quella della ricerca di un tetto. Ed un aspetto che gli agenti immobiliari tenevano a sottolineare era se l'appartamento avesse il vantaggio della walking distance. Da cosa direte voi? Dal centro, dai negozi ma principalmente dal pub.

Anche se sembrano i soliti stereotipi, l'inglese medio apprezza molto potersi fare quattro passi fino al suo pub favorito, senza necessariamente dover prendere un taxi al ritorno ma barcollando lentamente e pacificamente "back home".

Io, da bravo italiano che preferisce il mangiare al bere, non ho grossi problemi col guidare la sera, ma apprezzando invece il dormire un po ' di piu' la mattina, ho scelto un appartamento che e' anche lui ad una walking distance, si ma dall'azienda!

Poco piu' di 1 miglio che, con la scusa che arriverei in ufficio praticamente sempre zuppo, mi sono pero' guardato bene dal percorrere a piedi od in bicicletta in questi quasi quattro anni.

Poi domenica notte e' accaduto qualcosa, e prima di uscire di casa ho pensato "od ora o mai piu' !"



Viste le previsioni mi sa che nei prossimi giorni mi tocca fare il bis!

Sunday, 24 August 2008

Wholegrain




Oggi ho imparato che non e' solo la mancanza del sole e dell'acqua di Napoli la possibile causa della pessima riuscita di una pizza.

As esempio, quando si compra il pacchetto di farina, non basta guardare alla presenza della scritta flour (farina per l'appunto).

Se il pacchetto dice wholegrain spelt flour (farina integrale di farro) meglio lasciar perdere...Wheat flour (farina di grano) e' l'ingrediente giusto.

Gia' che siamo in argomento, vale anche la pena ricordare che lievito si dice yeast, mentre camomilla, camomille. Che e' quello che mi vado a preparare adesso...

Live and learn, boy!