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Saturday, 10 March 2012


Beware of the frog?

Attenzione frane, attenzione raffiche, attenzione aerei treni e tram, attenzione mucche, attenzione cervi, attenzione passaggio a livello.

Di segnali stradali di pericolo ne ho incontrati parecchi ma "attenzione rane" non me lo sarei mai potuto immaginare!!



English and its neighbours
frog: rana f [I] Frosch m [D] grenouille f [F] rana f [E] rana, -ae [L]

Saturday, 10 December 2011

Friendly

Friendly: amichevole; da friend, amico. Semplice no? Parola semplice e calda come il supporto di un amico.



Ed allora come mai sull'involucro del mio tuna sandwich c'e' un bollino, non casualmente blu, con scritto tuna friendly?



No, dico, mica sustainable fishery (pesca sostenibile) o line-caught (pesca con l'amo). No, no, proprio tuna friendly, amichevole con i tonni.



Proprio vero, dai nemici mi guardo io, dalle interessate manipolazioni linguistiche del marketing mi guardi Iddio ;)



Monday, 28 November 2011

Friday

Friday e' il giorno della settimana in cui, al lavoro, ci si veste casual, perche' agli Inglesi piace avere delle regole anche per infrangere le regole.

Friday e' il giorno in cui le cose possono andare molto male, ed in quel caso si parla di Black Friday, perche' e' un giorno nerissimo.

Friday e' l'ultimo giorno lavorativo per gli impiegati che lavorano 5 giorni a settimana, e se Leopardi fosse vissuto oggigiorno, probabilmente avremmo Il Venerdi' del villaggio.

Friday, letteralmente, e' il giorno di Frigga, moglie di Odino, protrettice delle coppie. Un po' come il nostro Veneris dies.

Friday e' il giorno in cui in Italia esce Il Venerdi' di Repubblica.

Last Friday per Nemo non non e' stato just another, ordinary, Friday.

Il Venerdi' di Repubblica, a pg 17, ha dedicato la rubrica BarWeb curata da Marco Filoni a Sayagainplease.

A sincere thanks to him and a warm welcome to all new readers.

Please get on board, join the crew and enjoy the journey!

Sunday, 26 June 2011

Furlong



In un gruppo di studenti di ingegneria ce n'e' sempre uno un po' piu' fissato degli altri con i computer e le applicazioni software.

Ai tempi in cui i sistemi operativi erano poco stabili, gli antivirus inefficienti e le nostre conoscenze scarsine, ricordo dei lunghi sabato pomeriggio passati con uno dei miei amici storici a formattare il mio computer.

Al mio amico, che era il nostro "software focal point" (modo elegante per dire procacciatore di programmi, il che allora implicava viaggiare con buon numero di dischetti nello zaino), piaceva anche trovare e cercare di convincerci ad usare programmini piu' o meno inutili.

Uno di questi era un particolare convertitore di misure, che andava oltre il classico metri/feet o kg/lb convertendo tutto in tutto, ad esempio le lunghezze in misure mai sentite quali il furlong.

Ovviamente sull'utilita' di trasformare i metri in furlong il mio amico e' giustamente dileggiato ancor oggi nei nostri ritrovi, che, causa eta' e miglioramento della tecnologia che ha reso la necessita' di formattazione evento raro, si sono spostati dallo studio di casa al ristorante.

Pero' fossi stato piu' attento, o piu' curioso, un paio di sabati fa, ad Ascot, avrei potuto fare bella figura con gli amici perche' i cavalli corrono su distanze misurate in... furlongs!

Mentre cercavo da cosa furlong derivasse, gia' pronto a scrivere una scontata giaculatoria contro chi non usa il saggio sistema metrico ma si ostina a queste incomprensibili unita' di misura, ho scoperto che il furlong (1/8 di miglio) e' la stessa lunghezza del latino stadium (dal quale potremmo dire "funzionalmente ma non etimologicamente" deriva) e che a sua volta riprende il greco στάδιον (stadion).

Furlong deriva da furth-lang (furrow-long, dove furrow e' il solco, e per estensione, la lunghezza del solco in un lato di un campo di 10 acri - dove un acro corrisponde a 435600 piedi quadrati = 660 X 660 ft = 1 furlong X 1 furlong = 1 stadium X 1 stadium)

Insomma si torna sempre li', e' anche un po' colpa nostra :)

PS: Di Ascot parliamo la prossima volta...

Wednesday, 15 June 2011

Fascinator



Fascinator e' un sostantivo che indica un accessorio femminile: una decorazione quale un fiore, un fiocco, un pennacchio o un qualche sghiribizzo, un'esplosione di forma colore e volume con cui le Ladies inglesi abbelliscono le loro chiome nel tentativo di richiamare l'attenzione dei Gentlemen inglesi e di affascinarli.

Fascinator deriva dal verbo latino fascinare (fascĭno, fascĭnas, fascinavi, fascinatum, fascĭnāre), che vale la pena ricordare significa affascinare si, ma con incantesimi. Stregare, se proprio vogliamo essere corretti.

Che cosa ha a che fare Nemo con un fascinator?

"Mi tieni questo per favore. Grazie. Come mi sta? E quest'altro? Che dici e' forse meglio un cappello? Proviamo un altro negozio dai"

Lo scorso weekend Nemo ha accompagnato un'amica a scegliere un fascinator da accompagnare all'abito elegante che indossera' sabato prossimo per partecipare, con Nemo ed un manipolo di altri 5 temerari antropologi da bar, ad uno degli eventi sociali piu' famosi d'Inghilterra: Royal Ascot, la tradizionalissima e mondanissima corsa di cavalli che quest'anno per di piu' festeggia la trecentesima edizione.

Un appuntamento dove si mescolano interesse per le corse, con premi altissimi, anche piu' di duecentomila sterline per il vincitore, esibizionismo mondano nel Ladies Day (giovedi), snobismo (per i biglietti del Royal Enclosure bisogna aver gia' assistito a quattro edizioni del Royal Ascot ed essere segnalati da un partecipante al Royal Enclosure), eccentricita', a volte parente stretto dello snobismo, rappresentata dai picnics nel parcheggio: due sandwiches ed una Rolls-Royce invece che due cuori ed una capanna.

Il tutto attendendo Lei: Her Majesty the Queen.

Riuscira' il modesto zoom della macchina fotografica di Nemo a catturarne una foto decente?

Appuntamento alla prossima puntata per scoprirlo!

PS: prossima puntata che potrebbe essere tra un po' perche' settimana prossima Nemo andra' ad Amburgo per un training. L'update del blog potrebbe essere rinviato causa bighellonaggio serale per le strade della citta' anseatica.

Saturday, 22 January 2011

Frog



Frog, rana, probabilmente e' una delle prime parole di inglese che ho imparato. La parola, volendo essere precisi, era Frogger ma sempre di rane si trattava; rane che bisognava ricondurre a casa facendo loro prima attraversare una trafficatissima strada e poi un fiumiciattolo pieno di tronchi e tartaruge. E chi e' cresciuto negli anni '80 sa di cosa parlo :)

Frog, rana, deriva dall'Old English Frogga, rimanda al tedesco (der) Frosch e, ma qui il percorso un po' si perde, all'azione di saltare. In italiano e spagnolo si dice rana, come in latino (rana-ranae, prima declinazione) ed ha invece un rimando onomatopeico. Allo stesso modo del francese grenouille, direi.

Frog, rana, lo e' dispregiativamente un francese per gli inglesi, ed ovviamente a loro questo nomignolo non deve piacere molto.

Ho iniziato questa settimana con un paio di giorni di lavoro a Tolosa. Una sera sono entrato in un supermercato per comprare qualche prodotto francese da riportare a casa e, mentre gironzolavo tra i corridoi, mi sono imbattuto nel settore delicatessen straniere.

Nello scaffale sovrastato dalla bandiera italiana si potevano trovare pomodori secchi, carciofi sott'olio, aceto balsamico e vino chianti, giusto per citarne alcuni.

Nel bancone inglese erano disposte in bella mostra diverse confezioni di patatine al gusto di sweet chili, barattolini di marmite e, non plus ultra, alcune varieta' di Heinz beans in scatola. Frogs's revenge!!!

Wednesday, 11 November 2009

Two fingers




Se siete appassionati di cinema e non disdegnate di guardare film in dvd, l'Inghilterra potrebbe essere il posto dove venirli a comprare, o chiedere di farveli comprare.

Mentre in Italia, a meno di 10 euro, o meglio 9.99 con quel centesimo di resto che non sai mai cosa farci, non si trova niente di decente, qui un film, soprattutto se vecchio, te lo porti a casa con 3 sterline, ovvero (povero me) 3 euro.

E cosi' uno e' piu' propenso all'acquisto d'impulso, compra "al buio", s'arrischia e sperimenta; io mi sono fatto tentare da un vecchio film di Ken Loach, Kes.



Il gesto sulla copertina potrebbe ricordare la V di vittoria di Churcill, ma attenzione perche' le dita non sono cosi' divaricate e non viene mostrato il palmo della mano bensi' il dorso: ecco avete appena imparato la versione alternativa del gestaccio da dito medio.

Concisa morale della storia: fare attenzione quando si ordinano un paio di birre al pub.

Tuesday, 10 February 2009

Two left feet




Immaginiamo che, incamminandovi per un diverso viottolo della vita, foste finiti a vivere in Inghilterra.

Come occupereste il vostro tempo libero? Giocando a golf nelle (rare) giornate di sole estivo? Praticando quello sport che qui viene preso molto sul serio e che va sotto il nome di badminton? Dando una chance al cricket?

Io, con una certa incoerenza geografica, ho optato per delle lezioni di tango.

Per chi si chiedesse come mai proprio tango (di solito, se proprio ci si da' al ballo, la salsa raccoglie molti piu' consensi), il motivo e' piuttosto banale: un'amica spagnola che per un po' di tempo ha vissuto in Argentina, e li' iniziato a ballare tango, voleva fare un corso. Poi, come spesso capita, e' finita che io mi sono appassionato, mentre lei non e' praticamente mai venuta....

Oddio, imparare tango in un Paese cosi' poco latino, fa un po' strano va ammesso. Intanto perche' gli inglesi da sobri sono tutt'altro che disinvolti e poi perche' tra un tango e l'altro non di rado ci si rilassa con un tea-break, sicuramete una soluzione scarsamente adottata dai milongheri di Buenos Aires.

Ma c'e' anche un lato positivo per chi inizia: l'usuale, affidabile, politeness inglese. Anche se sbagli tutto ma proprio tutto, anche se non azzecchi il ritmo oppure strattoni maldestramente la partner dimenticandoti di spostare il suo peso sul piede giusto prima di partire, e ripeti sempre le stesse tre quattro figure che hai imparato, loro non si lamenteranno mai.

Anzi puo' pure capitare che si scusino per la mancata riuscita del ballo: "Sorry, I've got two left feet".