Friday, 14 January 2011

Kindle



To kindle e' un verbo il cui significato e' "accendere" nel senso fisico (il fuoco ad esempio) o figurato (la fantasia, un'emozione). Esiste sia in forma transitiva che intransitiva ed etimologicamente pare avere qualcosa a che fare con "candle". Vista l'assonanza ed il significato mi piace crederci.

Ma Kindle da qualche tempo e' anche un sostantivo importante, con tanto di maiuscola. E' il nome proprio dell'e-reader di Amazon.

Ne ho ricevuto uno recentemente in regalo ed e' stato amore a prima vista.

Non e' altrettanto cool quanto un IPad ma sulla durata batteria e sull'aspetto leggibilita' schermo e' irraggiungibile dai dispositivi a schermo luminoso, il che ne fa per gli appassionati di lettura uno strumento decisamente migliore.

La possibilita' poi di scaricare in pochi secondi praticamente qualsiasi libro si voglia, ha trasformato Amazon da un comodo Postalmarket degli anni 2000 a una vera biblioteca di Alessandria, un sito (questa volta davvero nel senso stretto di luogo) dove accedere a tutto o quasi tutto quanto e' stato pubblicato nel tempo. Spesso gratuitamente per i moltissimi libri i cui diritti d'autore sono scaduti. Insomma proprio un vero servizio di biblioteca! (ad onor del vero offerto anche da GoogleBooks, Project Gutenberg e chissa' quanti altri).

Sull'onda della suddetta eccitazione e di una recente idea di salvare gli articoli del blog (anche a Bristol ogni scarrafone e' bello a mamma soja) ho deciso di raccoglierli in annuari e salvarli nel formato (.mobi) scelto da Kindle.

Per chi avesse quindi un Kindle (probabilmente nessuno visto che Amazon in Italia per ora non lo vende), nella nuova sezione yearbook trova l'annuario 2008 di questo blog.

E' una versione riadattata, ho tolto i pochi video e le foto perche' Kindle da' il meglio di se' con un testo puro, ed anche i commenti, che sono parte importante della vita del blog ma che mi sembrava appesantissero una raccolta non pensata per l'interattivita' quotidiana.

Gli annuari 2009/2010 arriveranno durante l'anno sempre che non mi converta al formato epub (quello di IPad per dirne uno).

Wednesday, 5 January 2011

When in Rome do as the Romans do 2/2



When in Rome do as the Romans do significa che quando si e' in un posto nuovo e diverso bisognerebbe adeguarsi ed adottare i costumi locali.

Anche se viene inteso come un modo di dire che sprona a provare cose nuove io lo trovo un po' conformista, un po' Zelig (the Allen way).

E' un modo di dire a cui sono particolarmente affezionato perche' fu il primo che imparai, diversi anni fa, su una grammatica americana che la mia insegnante di allora mi regalo'.

Oggi che i tempi sono cambiati una rapida ricerca in rete mi ha permesso di scoprire che la sua origine e' latina:

Cum fueris Romae, Romano vivito more. Cum fueris alibi, vivito sicut ibic.

La versione latina e' citata ad esempio nell'opera di Jeremy Taylor "Ductor Dubitantium" (titolo completo Ductor Dubitantium or The rule of conscience in all her general measures; serving as a great instrument for the determination of cases of conscience) di cui, per gli appassionati, googlebooks ha la versione completa in rete.

Per i pigri invece ho estratto il pezzo in questione:

§ 5. He that fasted upon a Saturday in Ionia or Smyrna was a schismatic; and so was he who did not fast at Milan or Rome upon the same day, both upon the same reason;
Cum fueris Romae, Romano vivito more :
Cum fueris alibi, vivito sicut ibic.
because he was to conform to the custom of Smyrna, as well as to that of Milan, in the respective dioceses.


Infine per esercitare l'orecchio, un contributo di Barbra Streisand che gratifichera' molto l'uomo italiano (soprattutto quello del punto 2 del post precedente).

When in Rome do as the Romans do 1/2



Da quando uneasyJet ha tagliato le rotte su Pisa, Nemo, per i suoi rientri in Italia, ha scelto come base Roma dove alcuni amici vivono e generosamente lo ospitano. Nella sua ultima permanenza romana Nemo ha osservato che:

1) nella capitale di una nazione la cui lingua permette il lusso del Lei, ti danno tutti del tu.

2) alcuni uomini italiani sono proprio come lo stereotipo li rappresenta:

Esterno giorno, pieno centro, uomo sulla cinquantina in compagnia probabilmente di alcuni colleghi di lavoro a ragazza vestita in modo appariscente: "ciao!"
Lei si gira con la stessa curiosita' ed incuranza con la quale ci si gira quando si sente il suono di un clacson.
Lui, gongolante agli amici, "an' vedi che se' gira pero'!"

3) sulle scale mobili si tiene la destra e si sorpassa a sinistra, prova inequivocabile di un'usanza importata ma evidentemente acquisita.

A scanso di equivoci, Nemo si e' comportato as the Romans do solo per il terzo punto.

Wednesday, 22 December 2010

Secret Santa



Ed alla fine arrivo' Week 51, la settimana del Natale.

Qui, a parte una fastidiosa deadline personale ancora in ballo, c'e' aria di sbaraccamento: settimana scorsa abbiamo avuto il pranzo dell'ufficio, sono arrivate le mail dei grandi capi e gli auguri dei capetti di zona; le xmas cards sul desk cominciano a limitare il mio spazio d'azione ed io domani, condizioni meteo permettendo, attraversero' le Alpi (come Annibale, ma 10.000metri piu' su) e sbarchero' nella capitale per poi dirigermi dove "ha loco il Volto Santo".

Ed allora, quale post piu' appropriato di uno sulla tradizione del Secret Santa?

Le regole sono semplicissime:

1) prendere un regalo ed impacchettarlo ben bene in modo che trasmetta l'idea di un contenuto altrettanto interessante.
2) invitare amici e familiari a fare la stessa cosa
3) incontrarsi, mettere tutti i regali in una cesta, e poi, a turno, sceglierne uno (diverso dal proprio, ça va sans dire).
4) sperare che il caso sia stato benigno e che il regalo dell'amico a voi piaccia e sia utile

In realta' piu' il regalo e' scemo o inadatto, piu' ci si diverte (non approfittatene troppo per reciclare quello che non vi e' piaciuto!).

A questo punto non mi resta che augurarvi Joyous Noel (che ha quanto capito e' la loro versione posh ed esterofila di Merry Christmas) and Happy New Year.

Ci rivediamo ad anno nuovo (dopo Befana come ai tempi della scuola...)!

Cheers,
Nemo

Friday, 17 December 2010

Energy



Chi segue questo blog da un po', avra' intuito che il sottoscritto e' alquanto pigro.

Si parla poco di sport da queste parti e lo si pratica ancor meno. Si, ok, una corsetta ogni tanto, una 10km in primavera o qualche attivita' light tipo il golf (ma piu' che altro perche' in UK non si puo' non giocarci, o almeno provarci) o non light tipo la vela d'estate (ma piu' che altro per fare qualcosa di diverso dall'arrostire sull'asciugamano).

Per combattere i sensi di colpa quindi la domenica mattina, quando riesco, vado nella palestra vicino casa a fare una lezione di yoga, per l'esattezza dynamic yoga, che tradotto vuol dire: stretching.

L'unica cosa che lo differenzia dallo stretching e' che mentre noi cerchiamo di allungarci il piu' possibile, l'istruttore indiano ci comunica perle di saggezza tipo "cambia te stesso, non cercare di cambiare gli altri" (per inciso le stesse perle che si sentono ai corsi per piccoli managers), oppure "non lasciare che lo stress affatichi il tuo cuore" e cose simili.

Ora, ironie a parte, io non sono preconcettualmente contrario ad una visione non puramente occidentale della vita, pero', quando la scorsa settimana ci ha detto: "vi consiglio di portare un vostro materassino personale, because there is your energy on it", ecco, come faccio poi a dargli credito?

Friday, 10 December 2010

Like a pig in mud



Dear blogfriends,

Come va? Voglio dire, come va con lo shopping natalizio?

Vi siete lasciati prendere dalle atmosfere di stagione e gironzolate spensierati e leggermente imbambolati tra le casette in legno dei mercatini di Natale riscaldandovi con un bicchiere di mulled wine o siete gia' arrivati anche voi alla soglia di saturazione zuccherina?

Perche', non so in Italia, ma qui non hanno fatto in tempo a togliere i festoni di Halloween che ci siamo ritrovati immersi nelle atmosfere di Natale, almeno in quei buchi neri commerciali che sono i malls. Quindi io sono gia' saturo due settimane prima di iniziare. Davvero, un altro Xmas carol e mi converto al punk rock.

Detto questo, ammetto pero' che, complice anche il fatto che per i regali da spedire non ci si puo' ridurre al 24, da qualche settimana ho iniziato a dare un'occhiata in giro.

La prima sessione di acquisti non e' andata esattamente a buon fine, o forse anche troppo perche' piu' che altro ho comprato cose per me, tra cui queste tre grosse mugs (finalmente niente piu' cup refill!) che riportano modi di dire inglesi.

Dopo tutto come potevo resistere considerando gli argomenti di questo blog? Sono contento come un maialino nel fango!


PS: esiste anche l'espressione as happy as a pig in mud. Torna l'annoso problema di quando usare as e quando usare like...

Sunday, 28 November 2010

Safety first



Safety first e' uno dei mantra della societa' inglese. Non che sia sbagliato, il problema, come sempre, e' quando si esagera.

Se il cartello "caution wet floor" che l'addetta alle pulizie mette ogni giorno fuori dalla porta del bagno mi fa sorridere, se il "mind the gap" della metropolitana ormai e' un brand che su magliette e tazze ha anche una sua resa economica, se "mind the head" mi ha salvato dai bernoccoli un paio di volte, quello che mi e' successo settimana scorsa e' stato veramente assurdo.

Il proprieario del mio appartamento ha mandato un tecnico a fare un controllo delle apparechiature elettriche: ha controllato il gas, la caldaia, l'aspirapolvere: tutto bene. Poi gli ho mostrato una lampada che era rotta, lui lo ha constatato ed ha tagliato il filo per impedirne l'uso. Considerando che la tenevo in uno sgabuzzino non mi ha pesato molto.

Poi gli ho fatto vedere un'altra lampada, lievemente danneggiata nell'alloggiamento della lampadina, e lui ha ridato una sforbiciata al filo. Qui mi sono irrigidito un po' perche' sarebbe bastato cambiare un pezzettino di plastica per ripararla, ma non e' il suo ruolo mi dice, lui identifica solo quello che puo' essere pericoloso e lo rende inutilizzabile, mica ripara o suggerisce come riparare.

Avevo sentito parlare della specificita' del lavoro in UK rispetto all'approccio italiano dove si fa un po' di tutto, ma qui si esagera. Uno che di lavoro rende inutilizzabile apparecchiature pericolose ed un altro che le aggiusta. Questa non e' suddivisione del lavoro, e' atomizzazione (mcdonalizzazione?).

Comunque il pezzo forte doveva ancora arrivare: la lavatrice. Ha notato una giunzione non a norma (senza la presa a terra, ok questa e' davvero pericolosa) e non ci ha pensato due volte, "sorry mate, it's my job" e zak un altro elettrodomestico messo in sicurezza.

Ora, siccome Nemo nella penombra ci puo' anche vivere ma senza lavatrice no, sabato scorso, in onore all'approccio italiano ai problemi, si e' armato di pazienza, attrezzi ed un po' di capacita' logico deduttiva e ha fatto il suo primo intervento da elettricista.

Sono lieto di potervi comunicare che il paziente e' sano, sta bene e ha gia' ripreso i suoi cicli di lavoro.