Braccia che si incollano alla scrivania. Ventilatori accesi ad ogni desk, finestre aperte, innumerevoli viaggi al distributore di acqua, il grande capo che va a comprare 200 gelati da offrire alla truppa.
Insomma e' arrivata l'estate. Caldo, caldo, tanto caldo, 30 gradi ci sono tutti. Lo so che in Italia non e' niente ma qui e' da heat-health watch warning!
E poi e' umido.
E l'ufficio e' senza aria condizionata.
In queste condizioni l'italiano medio (nella persona del sottoscritto) si lancia in silenziose invettive; i suoi colleghi inglesi si concedono al massimo un "yes, it's very unpleasant".
Da qualche settimana il mio appartamento ha una camera in piu'.
Peccato che sia solo una digital camera e non una vera a propria room, perche' qui lo spazio inizia un po' a mancare.
In virtu' del nuovo acquisto, ho deciso di togliere le precedenti foto presenti sul blog, finora gentilmente offerte da sconosciuti a loro insaputa, ed iniziare a pubblicare Nemo's pictures.
Dopo tutto, anche in inglese, a picture is worth a thousand words!
La cosa curiosa e' che l'articolo on line iniziava cosi': "When the wife of Prime Minister Silvio Berlusconi...." mentre la mia copia cartacea riportava: "When Prime Minister Silvio Berlusconi's wife....".
Allora, come la mettiamo? Delle due l'una o sono entrambe corrette?
L'unica cosa a me chiara e' che il genitivo sassone e' semplicemente un genitivo possessivo; provo allora a fare un ripassino di grammatica tenendo vicino una guida redatta da The Guardian, presente anche on line.
- per i nomi propri ed i sostantivi singolari, anche quelli che finiscono in s, si aggiunge 's (es: Andy's house, owner's car, Dickens's book). Non sempre pero'. La grammatica inglese suggerisce di seguire l'orecchio, e se necessario, sopperire la s dopo l'apostrofo, quindi Mephistopheles' invece di Mephistopheles's
- per i sostantivi che al plurale non finiscono in s si aggiunge 's (es.: children's games)
- per i sostantivi che al plurale finiscono in s, si aggiunge solo ' (es.: houses' roofs)
- se il possessore e' condiviso si aggiunge 's solo all’ultimo possessore (es: Jules and Jim's flat)
- se la parola e' composta si aggiunge 's in fondo (es.: father-in-law's wife)
Riepilogando mi sembra si possa concludere che si usa sempre 's salvo che per i sostantivi che al plurale finiscono in s e per qualche singolare che suona meglio senza la doppia s finale per i quali si usa solo l'apostrofo.
A questo punto come la mettiamo con la moglie del Primo Ministro? Io direi The wife of the Prime Minister perche' le persone mica si posseggono! pero' mi sa che l'uso grammaticalmente corretto sia Prime Minister's wife.
Piccolo estratto di come parlavano alcuni italiani d'oltremanica sull'ambiente di lavoro all'inizio del XXI secolo del calendario Cristiano.
# 1 : Abuso di parole inglesi
- Passo dopo al tuo desk - Caffe' in the kitchen? - Devo finire un report - Dammi five minutes - Vado ad un meeting - Ho una deadline vicina - Ho un assignment per domani - Sono ad un training - Perche' sei lazy! - Hanno previsto hail per today
# 2: Italianizzazione di parole inglesi
- Andiamo alla cantina? - Il sistema ha crashiato - Ho bookato tre ore sul tuo progetto - Hai clockato?
Una delle cose piacevoli di fare un corso extralavorativo, soprattutto di farne uno che non verrebbe mai frequentato dai colleghi, come nel mio caso il corso di tango, e' che ti permette di conoscere persone che non sono colleghi di lavoro, insomma persone con cui per una volta parlare di qualcos'altro.
Io ho conosciuto una cantante jazz ed un mesetto fa sono andato a seguire la sua performance, o, come si dice, la sua gig (pronuncia con entrambe le g dure, tipo ghigh).
Per cui per la prima volta nella mia vita, ho conosciuto anche un riccioluto contrabbassista ceco, corposo come il suo strumento, un batterista inglese dai lunghi capelli di ordinanza, ed un tastierista molto compito, sempre inglese.
Una delle cose curiose e' che quando la cantante mi presentava ai suoi amici, loro mi chiedevano invariabilmente "Suoni anche tu?" al che avrei voluto rispondere "forse forse twinkle twinkle little star al piano se mi impegno", ma non sapendo mai come prendono queste battute me ne uscivo con un generico ancorche' sfuggente, "no no vengo da un background completamente diverso..."
Alla fine la mia amica mi ha chiesto se potevo ballare un tango con la sua stepmother, ovvero la matrigna (che parola brutta in italiano, troppa assonanza con maligna, non ce ne sono altre?).
Per fortuna la stepmother ha avuto senso del pudore....
In questo blog, come avrete notato, non si parla di politica, lo fanno gia' molti altri e probabilmente non saprei essere neppure altrettanto sferzante od arguto, pero' questa volta l'occasione era troppo ghiotta.
La vicenda e' la solita che sta tenendo piede in Italia nelle ultime settimane. E la domanda da porsi e' se effettivamente questa sara' la goccia che fara' traboccare il vaso, o come dice The Independent la paglia che ruppe la schiena del cammello.
Non conosco The independent non essendone lettore, potrebbe essere l'articolo di un quotidiano particolarmente partigiano, per cui preferisco segnalare anche un lucido e sconsolante articolo del Financial Times.
Da parte mia, e per tenere fede allo stile di questo blog, ho cercato una qualche verita' nell'origine delle parole ed in una sorta di nomen omen nascosto ho trovato noemi = moine.
Vladimir: [Stopping.] True. [He buttons his fly.] Never neglect the little things of life.
Una nuova messa in scena di Waiting for Godot e' uno degli appuntamenti teatrali londinesi di questa stagione. Mi e' venuta voglia di andare a vederlo, per cui ho iniziato a leggere la storia, giusto per non rischiare di non capire nulla. Ero appena a pagina due, quando buttons his fly rientra nella mia vita.
Lo aveva gia' fatto nell'estate del '92, quella delle olimpiadi di Barcelona, della campagna elettorale di William Jefferson Blythe III, detto Bill, Clinton, dello scandalo Woody Allen-Mia Farrow, e di Nemo che solcava per la prima volta l'oceano per andare ad imparare un po' d'inglese dal classico zio d'America.
Button your fly recitava una T-shirt della Levis che avevo comprato, senza sapere il significato della scritta, in un gigantesco affascinante sberluccicante, per quei tempi e per quell'eta', mall.
Se non conoscete il significato della frase, forse un'idea ve la possono dare gli spot che furono girati da Spike Lee (il '92 fu anche l'anno del suo MalcomX)
Lasciando da parte il significato letterale di fly, tradurrei "abbottonati i pantaloni", anche se ingentilisce un po' la frase originaria.
Probabilmentene ne avessi conosciuto il significato, non avrei comprato la maglietta che comunque ancor oggi e' ottima per il jogging...magari in Italia pero', dove, lettori di questo blog a parte, button your fly credo non dica niente a praticamente nessuno! ;)