Sunday, 8 November 2009

Distinguished




In una sconsolatamente piovosa, ed adesso pure buia, domenica d'autunno, con la compagnia di una tazza di tea, dei cantuccini al cioccolato ed un buon quotidiano inglese, fa piacere scoprire un'articolo che riguarda l'Italia senza, per una volta, doversi vergognare un po'.

L'articolo e' un'intervista al compositore Ludovico Einaudi cresciuto in una famiglia che l'articolista definisce distinguished (suo zio Luigi e' stato Presidente della Repubblica Italiana nei primi anni cinquanta).

Distinguished, riporta il dizionario, e' un aggettivo che significa "very successful, authoritative and commanding great respect". Io pensavo qualcosa tipo una famiglia di persone distinte, mentre e' decisamente molto di piu'.

Devo ricordarmi di accomodarmi meno sulle assonanze.

Tuesday, 3 November 2009

We are having a domestic




No, niente a che fare con l'avere alle proprie dipendenze un domestico, siamo lontani dalle atmosfere ottocentesche alla Jane Austin.

Tempo fa, mentre un' amica scendeva dalla macchina in cui si trovava col marito, dopo avermi salutato mi disse "we are having a domestic"; dalle facce scure ed un po' accigliate, si capiva che stavano litigando.

Non conoscevo l'espressione ma mi e' piaciuta subito perche' l'unica parola che conta, proprio quella che dovrebbe esprimere il litigio, e' stata rimossa.

Insomma, mi pare molto british...stanno avendo un scontro, sebbene domestic, e da bravi inglesi che trovano sconveniente l'aggressivita' ne rimuovono anche la sola parola, limitandosi ad un innocuo quasi tranquillizzante we are having a domestic.

Dite che mi faccio trasportare troppo dagli stereotipi?

Sunday, 25 October 2009

Bloody




Nell'estate del 2006, il giorno dopo la vittoria dell'Italia al campionato mondiale di calcio, uno dei miei capi di allora saluto' la nutrita tribu' italiana presente in ufficio con un "bloody italians", maledetti italiani. Un'espressione che secondo me trapelava un sentimento misto di invidia ed ammirazione per i soliti sgangherati italiani che ce l'avevano fatta ancora una volta.

Qualche giorno fa in ufficio ho captato, in una conversazione che non seguivo, un "bloody europeans".

Quale fosse il senso non lo so, quello che mi ha fatto riflettere e' che in Italia nessuno pronuncierebbe un maledetti europei, al limite maledetta Europa intendendo quella burocratica ma maledetti europei no perche' noi italiani, e credo si possa dire la stessa cosa per tutti gli altri abitanti del continente, sentiamo l'appartenza all'Europa.

Qui no. A questo punto mi chiedo se sia giusto che come primo Presidente del Consiglio Europeo venga indicato e forse scelto Tony Blair.

Non sarebbe meglio un bloody european?

Sunday, 18 October 2009

Sorry for the inconvenience




Sorry for the inconvenience e la sua frasetta sorella Sorry for any inconvenience e' il modo col quale in UK chiudono la conversazione quando accade qualcosa che non dovrebbe e che causa, in genere all'utente di un servizio, un inconveniente.

Frasetta molto polite ma solo moderatamente apprezzata dal sottoscritto che qualche volta preferirebbe, all'italiana, meno educazione ma qualche sforzo in piu' per risolvere il problema, magari ricorrendo ad un po' di fantasia o di flessibilita'.

Comunque sia, vi informo che nell'ultimo mese ho avuto il laptop rotto e quindi non ho potuto scrivere nessun post.

Sorry for any inconvenience. ;)

Sunday, 13 September 2009

Axis




"A significant number of English words, especially technical words, have been constructed based on roots from Latin and ancient Greek".

Non so quali parole avesse in mente l'anonimo Wikipedian mentre descriveva la parola English; fossi stato io, avrei pensato probabilmente ad axis. Di cui ho scoperto da poco il quasi gemello plurale: axes.

Non ci avevo mai fatto caso alla sottile differenza tra singolare e plurale, ed usavo un po' cialtronamente ora uno ora l'altro...anche perche' queste parole che al singolare finiscono per s mi traggono sempre in inganno!

Axis axes quindi, latino puro, ed ho pensato alla quinta declinazione. Invece a dar retta al vocabolario latino on line e' della terza.

Oddio in effetti, mai stato particolarmente brillante a latino...Al biennio fioccavano i nove ma solo perche' avevamo un'anziana insegnante che si accontentava di aeeamaa come prima declinazione. Quando arrivammo in terza, al primo compito, la nuova insegnante, giusto un attimo meno anziana, ma ora mi viene il dubbio che a quell'eta' lo sembrassero tutte per me, per farci capire che i tempi erano cambiati ci dette una versione impossibile. Presi un volto alto rispetto al resto della classe: 4!

Per provare a rimediare, introduco il tag Latenglish...ovvero come aumentare il proprio vocabolario inglese a costo zero, purche' si sappia un po' di latino pero' ;)

Monday, 7 September 2009

Yellow




Oggi una parola semplice semplice: yellow, giallo.

Parafrasando un vecchio giochino televiso potrei chiedere: "A cosa sto pensando se rispondo giallo?" Se siete abbastanza britannici potreste rispondere: il colore che precede il verde al semaforo.

Avete letto bene, non che precede il rosso, beh si anche quello, ma la cosa per me curiosa e' che il giallo preceda anche il verde!

Mi hanno spiegato che serve per dare il tempo di ingranare la marcia e partire appena scatta il verde senza lasciare tempi morti. So che lo adottano anche in Austria e probabilmente in molti altri Paesi, e non dubito che ci abbiano studiato sopra e che funzioni pure ma a me fa tanto "pronti attenti via".

Non oso immaginare cosa succederebbe se una legge europea lo importasse anche in Italia! :))

Wednesday, 2 September 2009

Y




Non so voi, ma una cosa che mi ha sempre dato fastidio sono le recensioni delle mostre il giorno dopo o il giorno stesso della chiusura.

Magari siete li' che vi guardate un servizio al telegiornale o che sfogliate pigramente un giornale, giusto il tempo di pensare "bella, interessante, fino a quando c'e'?" che vi rendete conto che quel giorno era ieri od il giorno stesso. So annoying!

Beh oggi, con un po' di (catartico?) sadismo faccio la stessa cosa e vi informo che e' appena finita, e quindi probabilmente vi siete appena persi, una originalissima mostra che ha fatto per tutta l'estate il pienone al museo di Bristol: Banksy vs. Bristol Museum.

Banksy per chi non lo conoscesse, come ad esempio il sottoscritto prima di insediarsi da queste parti, e' un artista nato come writer nella zona di Bristol e Londra. In realta' su chi sia Banksy non ci sono certezze, non ci sono foto ufficiali e neppure il nome e' certo; tutto e' avvolto da un mediaticamente azzeccatissimo mistero.

Comunica, da vero artista, solo attraverso le sue opere. Il suo stile e' graffiante, irriverente, dissacrante verso la societa' in cui viviamo ed i suoi simboli; giusto per farvi un esempio, ecco uno dei quadri esposti al museo:



mentre questa e' la frase che ha scelto come "manifesto":

When I was a kid I used to pray every night for a new bicycle.
Then I realised God doesn’t work that way, so I stole
one and prayed for forgiveness.(Emo Philips)


Morale finale: considerando che i quadri di Banksy vengono battuti all'asta per svariate centinaia di migliaia di sterline, la prossima volta che vostro figlio vi disegna la parete del salotto non siate troppo severi, potrebbero esserci interessanti sviluppi futuri :)

PS: ah, quasi dimenticavo: la lettera y. Mentre eravamo in fila un collega inglese mi ha fatto notare che il vero nome o la sua parte iniziale potrebbe essere Banks visto che la y in finale di nome e' usata spesso per i nomignoli, come ci hanno insegnato anche in Italia tutte le Giuseppine trasformatesi in orribili Giusy...