Saturday, 10 March 2012


Beware of the frog?

Attenzione frane, attenzione raffiche, attenzione aerei treni e tram, attenzione mucche, attenzione cervi, attenzione passaggio a livello.

Di segnali stradali di pericolo ne ho incontrati parecchi ma "attenzione rane" non me lo sarei mai potuto immaginare!!



English and its neighbours
frog: rana f [I] Frosch m [D] grenouille f [F] rana f [E] rana, -ae [L]

Friday, 2 March 2012


Jolly

La scorsa settimana, mentre facevo quattro chiacchere con un collega spagnolo tornando a piedi in ufficio dalla mensa, ci siamo messi a parlare di cosa facciamo nel tempo libero.

Quando ha accennato che il gruppetto degli spagnoli si è lanciato nella salsa, ho rispolverato il mio spagnolo maccheronico per sfotterlo un po' con un perentorio "la salsa es por los niños, el vero hombre bailas el tango!". E così, parlando di tango e delle sue usanze, è venuto fuori che milonga in spagnolo vuol dire "cosa di poco conto".

La traduzione mi ha incuriosito perché per me, come per tutti gli altri tango addicted, milonga, oltre che una musica, è l'evento sociale di tango e non è per niente una cosa di poco conto. Un altro collega spagnolo ha confermato il significato, aggiungendo che può voler anche dire "una gran balla".

Avevo quindi pensato di scrivere un post sulla parola milonga, cosa che in parte sto facendo :P

Però, proprio in quei giorni, dopo aver fatto ascoltare ad un'amica inglese un'allegra e orecchiabile milonghetta di cui mi sono innamorato al primo ascolto, lei l'ha definita jolly. E jolly ha vinto a tavolino su milonga.

Ha vinto perché è un aggettivo a cui non penso mai per definire qualcosa di allegro e se ci scrivo un post sopra magari me lo ricordo.

Jolly infatti per me è quello delle carte, che invece in inglese è Joker, mentre per me Joker è solo il cattivo di Batman - l'uomo pipistrello - che ha come spalla Robin - il pettirosso.

Ma questo domino linguistico ci porterebbe lontano, invece mi piacerebbe la ascoltaste anche voi questa jolly milonga: a me mette davvero di buon umore. L'unico effetto collaterale a cui posso pensare è che diveniate tango addicted pure voi!



English and its neighbours
jolly (happy/cheerful): gioioso [I] Fröhlich [D] joyeux [F] alegre [E] hilaris, -e felix, -īcis [L]
joker (playing card): jolly m [I] Joker m [D] joker m [F] comodín m [E]

Friday, 24 February 2012


Accent

Quando ho iniziato questo blog possedevo da pochi mesi un nuovo computer, acquistato qua in UK e quindi con una tastiera senza lettere accentate.

Certo, ci sono combinazioni di tasti che risolvono il problema. Tipo alt+e+vocale per l'accento grave o alt+i+vocale per il circonflesso e via dicendo ma lo sforzo, per quanto minimo e piu' che altro psicologico, e' stato finora insormontabile.

Ed e' per questo che, ad esempio, e' e' e' e non è.

Forse anche per il fatto che in italiano di parole accentate non ce ne siano moltissime, la cosa e' stata benignamente (o con indifferenza) accettata. Ma la scorsa settimana, guardando moitie', ho pensato che proprio non si poteva vedere. E chissa' perche' mi ha fatto piu' effetto di vedere piu' o perche' o chissa'.

Quindi, anche se siamo quasi a Marzo, anno nuovo vita nuova: da oggi è è è e non e'!

PS: La parola accent che, come in italiano, ha sia la valenza di segno grafico che di differenza di pronuncia viene dal latino accentus (ad cantus). La parola accent non è accentata.


English and its neighbours
accent: accento m [I] Akzent m [D] accent m [F] acento m [E] accentŭs, accentūs m [L]

Tuesday, 14 February 2012


Half

"Half?" mi chiede a conferma, stupita, la ragazza al di la' del bancone. Forse, confusa dal mio accento, pensa di non aver capito bene.

"Yes, half please" confermo io con studiata indifferenza, un automatismo raffinato in cinque anni di pratica.

Il volto della ragazza, gia' accigliato, si carica di una leggera smorfia, in parte attenuata dalla magnanimita' che, a qualsiasi latitudine, viene riservata agli stranieri; meccanicamente comincia a spillare half pint della birra locale.

Eh si, tanto vale lo sappiate cosi' vi regolate: ordinare mezza pinta di birra e' un po' da debolucci - a meno che non siate quello che deve guidare. Per l'autoctono infatti l'unita' standard e' una pinta (la misura standard svariate pinte...).

E si ordina chiedendo "a pint of ..."(Two pints of lager and a packet of crisps e' ad esempio il titolo di una sitcom della BBC) mentre per la mezza pinta basta dire "a half of ...". Sembra ovvio ma lo sottolineo perche' io all'inizio chiedevo "a half pint" venendo spesso frainteso, e mi ritrovavo a dover bere una pinta intera.

Un altro elemento di confusione e' che la pinta non e' la misura di default per tutte le bevande. Per una coca-cola la regola si rovescia: la misura standard e' la mezza pinta (servita con ghiaccio, in qualsiasi stagione) e se vuoi il bicchierone devi chiedere esplicitamente una pinta.

In effetti, perche' riempirsi inutilmente lo stomaco con bevande analcoliche se c'e' l'alternativa di un'ulteriore pinta di birra?? :)

English and its neighbours
half (adjective): mezzo [I] halb [D] demi [F] medio [E] dīmĭdĭus [L]
half (noun): la metà [I] der(die) Halbe [D] la moitié [F] la mitad [E] dīmĭdĭum,ii [L]

Tuesday, 7 February 2012


Corkage

Dell'usanza bring your own bottle, BYOB , ovvero della possibilita' di portarsi da casa la bottiglia di vino quando si va a cena al ristorante, abbiamo gia' parlato piu' di due anni fa.

Usanza che allora imputavo alla crisi economica e che invece, a volte, e' piu' prosaicamente dovuta al fatto che alcuni esercizi commerciali non abbiano la licenza per vendere alcolici.

Il fenomeno e' parecchio diffuso e se all'inizio mi sembrava un po' strano adesso lo trovo simpatico, soprattutto molto pragmatico, senza imbarazzi: mi hanno regalato un'ottima bottiglia di vino per un'occasione particolare e la voglio condividere con degli amici a cena fuori? Perche' no?

Detto questo non ho ancora avuto il coraggio di sperimentarlo, fosse solo perche', per abitudine, non mi ricordo di passare in un'enoteca prima di andare al ristorante.

Qualche sabato fa, invece, nel menu di un ristorante ho letto questa scritta:

* BYO Wine - NOW EVERY DAY - £3.50 corkage per bottle *

Corkage per bottle? Sarebbe? L'amica belga con cui ero a cena mi spiega senza difficolta' il concetto del "droit de bouchon" ovvero che tu puoi, si, portarti la bottiglia da casa, ma una piccola gabella la devi pur sempre pagare.

Corkage viene da cork, come leakage da leak, luggage da lug, baggage da bag, package da pack, e l'assonanza con parole come espionnage, entourage, mi fa pensare che la terminazione sia un francesismo. Wiktionary dice che il suffisso -age deriva dal francese e si usa per i nomi collettivi, quindi potrebbe anche essere vero.

Guardando cosa accade nelle altre lingue e' interessante notare che in italiano e spagnolo la parola tappo richiama la funzione del tappare mentre in inglese e tedesco il materiale da cui e' costituito.

English and its neighbours
cork (bottle stopper): tappo (I) der Korken (D) le bouchon (F) el tapón (E)
cork (material): sughero (I) der Kork (D) le liège (F) el corcho (E) sūbĕr, suberis (L)

Friday, 27 January 2012


Silence is golden

Avevo pensato di conservarmi Silence is golden per una settimana in cui non avessi avuto tempo di scrivere. Sarebbe stato un post facile, ed anche coerente. Titolo: "Silence is golden". Fine.

Pero' e' un'espressione interessante e mi piace spenderci sopra due parole.

Intanto il modo di dire e' di quelli che se uno si lancia in un traduzione letteraria (Silence is gold) quasi ci azzecca ma sbaglia. Insomma un subdolo, false "true friend".

Poi, silence is golden l'ho imparato dal titolo di una recensione su The Artist, film che e' finalmente arrivato anche in UK, e che sto spassionatamente consigliando a chiunque mi capiti sotto mano, per cui anche voi.

Non sapevo niente del film (ultimamente ho smesso di leggere i dettagli delle trame, preferisco la sorpresa) a parte che fosse in bianco e nero, muto, e che meritasse di essere visto. Ed e' stata davvero una sorpresa, uno dei film piu' piacevoli visti recentemente: divertente, originale, intelligente, ben recitato. E molto charming, come lo definiscono qui.

Infine silence is golden e' un'espressione interessante anche per un altro motivo, a cui ho pensato solo quando ho iniziato a scrivere il post: con silence che viene dal latino silentium e golden che deriva dal tedesco gold (a sua volta da una radice indo-europea: ghel-giallo) rappresenta una bella sintesi delle diverse radici della lingua inglese.

Insomma io ed un tedesco (senza conoscenza alcuna dell'inglese, caso di scuola si potrebbe dire) di fronte a silence is golden capiamo senza sforzo meta' (diverse) della frase. Bello no?

PS: per motivi personali e professionali, le persone che mi ritrovo a frequentare sono principalmente di lingua inglese, francese, spagnola, tedesca (ovviamente una volta esclusi gli italiani). Per imparare qualche parola in piu' di queste lingue (o per rinfrescarle), e per evidenziare meglio come si relazionano, terminero' i post traducendo una o piu' parole del titolo in queste quattro lingue, aggiungendo il latino per un po' di sano orgoglio. Confido che, se mi sbaglio, mi corriggerete!

English and its neighbours
silence: silenzio (I) die Stille (D) le silence (F) el silencio (E) silentium (L)
gold: oro (I) das Gold (D) l'or (F) el oro (E) aurum (L)

Friday, 20 January 2012


Sorry for the inconvenience/2


Mario, a noi ce lo puoi dire... che ti hanno combinato? :P

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ISP Presidenza del consiglio dei Ministri

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Continent :       Europe
Country :          Italy (Facts)
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